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SOS Caduta temporanea dei capelli

Squilibri ormonali, stress, uso eccessivo di tinture per capelli e phon, rappresentano le cause più comuni della perdita dei capelli. Una condizione che è fisiologica nei cambi di stagione, ma che va approfondita con uno specialista se diventa cronica o eccessiva.

SOS Caduta temporanea dei capelli

Telogen effluvium, questo è il termine tecnico per indicare la caduta temporanea dei capelli. «Un fenomeno che, se limitato a pochi periodi dell'anno, è normale e fisiologico» spiega il dottor Marco Lauria, specialista in dermatologia del Centro Medico Santagostino di Milano.

In particolare, nel periodo che va da aprile-maggio e settembre-novembre si assiste a un normale aumento della caduta dei capelli per il cambio di stagione. Se, invece, il fenomeno tende a perdurare nel tempo o è eccessivo, può trattarsi di un problema più grave da risolvere rivolgendosi a uno specialista.

ALTRE CAUSE DELLA CADUTA TEMPORANEA DEI CAPELLI

«In genere, sono di più le donne a soffrire di questa patologia rispetto agli uomini – spiega Angela Cammarata, dermatologa dell'Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano –. Le cause scatenanti sono diverse, ma tra le più comuni c'è lo stress. Può poi dipendere anche da alterazioni ormonali, come quelle che si verificano nel periodo del post parto o nella menopausa, o da disfunzioni a livello della tiroide. Può essere anche un effetto di gravi malattie, che debilitano il corpo interferendo anche sulla salute del bulbo pilifero, ma anche di un'eccessiva produzione di sebo o un utilizzo eccessivo di tinture, phon e piastre».

Anche i farmaci possono incidere: «Prima di tutto quelli chemioterapici, che provocano la totale caduta di peli e capelli, ma si tratta di effetti collaterali temporanei e limitati alla durata della terapia – specifica il dottor Lauria –. A questi si aggiungono gli anticoagulanti, gli antidepressivi, i beta-bloccanti per la cura dell’ipertensione e i farmaci a base di vitamina A»

C'è poi anche una questione legata allo stile di vita: «I capelli, infatti, sono costituiti in prevalenza da cisteina e lisina, due amminoacidi essenziali che l'organismo non è in grado di sintetizzare da solo. Vanno quindi introdotti con l'alimentazione: ecco perché una dieta drastica o povera di proteine, vitamine e minerali, può incidere sulla perdita dei capelli».

LA DIAGNOSI

Se ci si accorge che si stanno perdendo i capelli in modo anomalo è bene rivolgersi subito a uno specialista in dermatologia. «Il diradamento è infatti generalmente graduale e, anche se su base genetica (come l'alopecia androgenetica), può essere rallentato» sottolinea Lauria.

Innanzitutto, lo specialista procede a un'accurata anamnesi del paziente: «Prima cerchiamo di capire quali siano le sue condizioni psicofisiche, poi procediamo con il “pull test”. In pratica, tiriamo i capelli e valutiamo quanti se ne staccano dalla cute» aggiunge la dottoressa Cammarata.

Successivamente si passa alla diagnosi in cui il medico capisce se si tratta di telogen effluvium o delle altre due forme di perdita di capelli che possono colpire i pazienti:

«Se la perdita di capelli è lieve – riprende Cammarata – si interviene con integratori vitaminici, spesso infatti il problema è dovuto a carenza di zinco e vitamine o con prodotti specifici in fiale e lozioni specifici».

Per agire su fronti sarebbe bene scegliere uno shampoo specifico e far particolare attenzione durante il risciacquo per assicurarsi di eliminare tutti i residui di prodotto.
Infine bene dedicare un’attenzione extra anche nella fase di styling. Non pettinare i capelli in modo aggressivo, evitando di tirarli e strapparli. Utilizzare un balsamo fortificante, aiuta a districare i capelli e ne rinforza la fibra, per evitare che si spezzino. Inoltre cercare di utilizzare il meno possibile phon e piaste per ridurre al minimo i danni. Se, invece, la caduta è cronica, si passa a indagini più dettagliate.

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