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Il ciclo vitale del capello

Anagen è la fase di crescita, in cui si trova circa l’80% dei capelli presenti sulle nostre teste. Ne nascono di nuovi, e si allungano quelli già in vita. Tutti crescono incessantemente per circa 6 anni. Segue la fase catagen , in cui la crescita si arresta. Coinvolge l’1% dei capelli, che per circa 3-4 settimane non solo non si allungano, ma nemmeno cadono. Sono per così dire “fermi”.
L’ultima fase del ciclo vitale del follicolo è la telogen: copre un periodo di circa tre mesi, e ha come conseguenza la caduta dei capelli. Interessa, quindi, il restante 19% della chioma. Leggendo questi numeri, si potrebbe pensare che ogni anno perdiamo davvero tanti capelli. Ma in realtà, la maggior parte della nostra capigliatura è in uno stadio di crescita permanente (e per molti anni), mentre solo una minoranza di capelli rientra nella fase di caduta (e per pochi mesi).

Una caduta fisiologica

Da ottobre a dicembre aumenta la fase telogen, come se dopo le aggressioni estive il cuoio capelluto avesse bisogno di un “ricambio”. I capelli cercano di autoripararsi dai danni provocati da salsedine e vento, mentre devono già proteggersi dai nemici della città. A ciò reagiscono sostituendo i capelli provati con nuovi e più vitali.
Ecco perché in autunno assistiamo a una copiosa caduta dei capelli, proprio come vediamo le foglie, non più vitali, cadere dagli alberi. Ed è anche questo il momento in cui adottare soluzioni per avere capelli più forti e resistenti. Tuttavia, i capelli non sono destinati a cadere immediatamente, appena entrano nell’ultima fase del ciclo vitale: di norma restano “ancorati” al cuoio capelluto per circa 90 giorni. A rassicurare ulteriormente che la perdita è temporanea è il fatto che il capello cade solo quando il follicolo sta per produrre un nuovo fusto. In altri termini, durante la caduta stagionale si verifica una sostituzione continua.

Una perdita più copiosa del solito

Perché la fase telogen dei capelli subisce un’impennata proprio in autunno? Gli studiosi riconducono il fenomeno alla variazione delle temperature e alla lunghezza delle giornate. Ciò inciderebbe sull’equilibrio ormonale dell’organismo che, in ultima analisi, comporterebbe la perdita di capelli.
Altri fattori tipici del rientro post-estivo, come stress, inquinamento, cattiva alimentazione e diete, potrebbero inoltre concorrere all’accelerazione della caduta stagionale. Una caduta che si attesti entro i 100 capelli al giorno è normale. In autunno la quantità potrebbe lievitare, ma se l’effluvium (il termine medico della caduta dei capelli) perdura oltre il mese, è bene correre ai ripari. Nella quasi totalità dei casi, il problema è risolvibile.

I rimedi

Contro la caduta stagionale, un aiuto viene dall’ uso di fiale e lozioni per favorire la ricrescita e per fermare l’ effluvium . Le più efficaci sono a base di complessi polifunzionali che svolgono azioni anti radicali liberi, in grado quindi di migliorare le condizioni vitali del bulbo e del cuoio capelluto, cioè l’“ambiente” in cui nasce e cresce il capello.
Fiale e lozioni anticaduta funzionano meglio se applicate seguendo scrupolosamente le indicazioni di modalità e frequenza riportate sulle confezioni: alcuni prodotti richiedono un uso quotidiano, altri settimanali, altri ancora a giorni alterni. Come coadiuvante della terapia anticaduta si può usare, inoltre, uno shampoo specifico e rinforzante, da affiancare alle lozioni stimolanti la crescita . Deve essere delicato, in modo da rispettare il cuoio capelluto, senza alterare la barriera di protezione che esso fornisce: una cute sana è il terreno più fertile per la crescita di nuovi capelli!
Utili infine gli integratori per bocca a base di vitamine, aminoacidi e minerali, che nutrono il follicolo pilifero, stimolando la sua attività di produzione di nuovi fusti. Qualche esempio? Vitamine B6 e B7, rame, zinco, acido folico, biotina e cheratina, solo per citare gli elementi più funzionali al benessere dei capelli.

Da sapere

Perché durante il lavaggio si perdono più capelli? Non dipende dallo shampoo in sé ma dallo sfregamento dei polpastrelli sul cuoio capelluto. Per questioni meccaniche, sul lavandino si accumuleranno i capelli in fase telogen , cioè destinati a cadere prima o poi. È solo una questione di tempo.

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